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ALTRE ORGANIZZAZIONI ATTIVE PER LE TEMATICHE DI WHISTLEBLOWING


* Public Concern at Work è l'organizzazione di riferimento per le tematiche sul whistleblowing nel Regno Unito link

* Project on Government Oversight è un'organizzazione che si occupa di esporre episodi di corruzione e altre irregolarità negli Stati Uniti link

* Fair è un'organizzazione canadese a tutela degli investitori che si occupa di tema di whistleblowing link

* International Whistle Blowers è un'organizzazione neozelandese che si occupa di tutela dei whistleblower e della gestione delle segnalazioni link



LEGISLAZIONI NEL MONDO



REGNO UNITO


Nel Regno Unito, nel 1998, è stato emanato il Public Interest Disclosure Act 1998 (PIDA)(link), che ha introdotto nuove norme all`interno dell`Employment Rights Act del 1996 (ERA) garantendo un’ampia protezione dalle ritorsioni per gli impiegati che soffiano il fischietto su irregolarità, su problemi specifici o su altre pubbliche preoccupazioni nelle modalità coperte dalla legislazione. Questa legislazione, in virtù della sua completezza ed estensione, e alla luce del successo riscontrato presso lavoratori e organizzazioni, appare come un modello affidabile e da cui prendere spunto per una riflessione approfondita sul whistleblowing. Il Public Concern at Work è una fondazione che dal 1993 si occupa delle tematiche legate al whistleblowing ed è stata l’organizzazione chiave per la promozione della legge vigente.

La materia oggetto del reclamo (s 43B ERA)
La protezione si applica alle segnalazioni che rientrano in una delle sei categorie specifiche di informazioni – classificate come “irregolarità rilevanti”. Queste irregolarità si riferiscono a reati, violazioni della legge civile (incluse la negligenza, la rottura di un contratto, la violazione di una legge amministrativa), errori giudiziari, pericoli per la sicurezza, la salute o l`ambiente e/o l`insabbiamento di uno di questi. Non importa se le irregolarità siano avvenute, stanno avvenendo o stanno per avvenire, né importa che l`informazione rivelata sia confidenziale o se l`irregolarità denunciata stia avvenendo nel Regno Unito o oltremare.
La segnalazione è coperta dall’Atto nel caso in cui l`impiegato abbia un ragionevole convincimento che l`informazione “tenda a mostrare” (ci sia un ragionevole sospetto) una di queste rilevanti irregolarità.

Segnalazioni protette
La protezione della segnalazione dipende, in primo luogo, dal soggetto a cui tale rivelazione viene fatta. Ci sono tre gradi di protezione.

Il primo grado (s 43C-43E ERA)
La più significativa categoria è il primo grado – sono essenzialmente le segnalazioni interne – per esempio quando è fatta al datore di lavoro o attraverso una procedura da questo autorizzata. Questo primo grado include anche segnalazioni a una terza parte nelle quali l’”irregolarità rilevante” si riferisca principalmente alla condotta di questa o a un aspetto per il quale essa abbia la responsabilità legale. Include anche le segnalazioni a un Ministro del Governo o a un ministro dell`Esecutivo Scozzese, nel caso in cui siano fatte da qualcuno che lavora nell`NHS (Servizio Sanitario Nazionale) o in un ente semi-governativo di nomina ministeriale.
In ognuno di questi casi la segnalazione è protetta se fatta in buona fede. Tuttavia, le segnalazioni fatte allo scopo di ottenere una consulenza legale sono comunque protette, in buona fede o meno.

Il secondo grado (s 43F)
Il secondo grado di protezione e` relativo alle rivelazione a regolatori di settore o a soggetti istituzionali previsti dalla legge come l`Audit Commission, l`Agenzia per l’Ambiente, l’Autorità per i Servizi Finanziari (FSA), l`Health & Safety Executive e l’Agenzia del Fisco (Revenue & Customs). Le segnalazioni fatte in buona fede a questi organi sono protette – sia che precedentemente siano riferite internamente o meno – nel caso in cui l`impiegato ragionevolmente creda (a) che l`informazione e ogni ogni dichiarazione siano sostanzialmente vere e (b) che la segnalazione sia attinente a quell`organo.

Il terzo grado (ss 43G-43H)
Il terzo grado di protezione attiene a rivelazioni più ampie. Riguarda ogni altro soggetto e include la polizia, gli azionisti, altri regolatori, i Membri del Parlamento, i media: è in relazione a questo terzo grado che il limite per la protezione è fissato al suo livello più alto. Affinché sia ammessa la segnalazione a un numero più ampio di destinatari deve esserci una delle seguenti condizioni:
a) un ragionevole convincimento che alla segnalazione al datore seguirà un atto di ritorsione;
b) un ragionevole convincimento che la segnalazione al datore (nel caso in cui non esista un regolatore apposito) causerà un occultamento di prove;
c) sostanzialmente la stessa segnalazione è stata fatta precedentemente al datore di lavoro o a un regolatore prescritto; o
d) la “rilevante irregolarità” è di natura eccezionalmente seria.
In aggiunta ai requisiti per le segnalazioni a un regolatore prescritto, questa non deve essere fatta per un guadagno personale e deve essere ragionevole in tutte le circostanze. Nel considerare la ragionevolezza il tribunale considererà tutte le circostanze del caso, come l`identità di colui che riceve la segnalazione, la serietà della segnalazione, la permanenza del rischio e l’eventualità che la segnalazione abbia infranto un dovere di confidenzialità che il datore doveva a una terza parte.
Nel caso in cui la segnalazione sia stato fatta al datore di lavoro o al regolatore prescritto (si applica, quindi, il punto (c)), il tribunale considererà anche la ragionevolezza del loro responso. Inoltre, nel caso in cui la segnalazione sia stata fatta al datore di lavoro, il tribunale considererà se sono state utilizzate le procedure interne per il whistleblowing dell’organizzazione o meno, o se queste avrebbero potuto essere utilizzate.

Individui coperti (s 43K, 43KA e 230 ERA)
Oltre che agli impiegati, la protezione si applica a collaboratori, appaltatori, stagisti, ufficiali di polizia, lavoratori domestici e ogni professionista del Sistema Sanitario Nazionale (NHS). Le normali restrizioni della legge del lavoro sul periodo e l`età minima di qualificazione non si applicano. La legislazione non copre i lavoratori autonomi (all`infuori dell`NHS), i volontari, i servizi segreti e l`esercito.

Protezione piena
Nel caso in cui un impiegato venga vittimizzato o licenziato in violazione del PIDA, l`impiegato può portare un reclamo a un tribunale del lavoro per il risarcimento. Il reclamo è per ingiusto licenziamento nel caso sia portato da un impiegato e la ragione (almeno quella principale) per il licenziamento o la selezione per esubero, sia la segnalazione protetta (s. 103A, 105 ERA). Negli altri casi il reclamo è per un danno sulla base di una segnalazione protetta, che può essere esteso a un danno continuato dopo la fine del rapporto lavorativo (s.47B ERA).
Il risarcimento non è sottoposto a limiti ed è basato sulle perdite finanziarie subite; è inoltre disponibile un risarcimento per danni ulteriori (morali, etc). Il risarcimento per le perdite non finanziarie può essere garantita in casi di danno diverso dal licenziamento ma non quando il reclamo e` per ingiusto licenziamento. Un impiegato che è stato licenziato può richiedere la riassunzione temporanea entro sette giorni in modo tale che il contratto di lavoro possa proseguire fino al processo (s.128-132 ERA).

Clausole di confidenzialità
Le cosiddette “gagging clauses” nei contratti di lavoro e i relativi accordi di liquidazione sono nulli nel caso in cui comportino per l`impiegato la preclusione a fare segnalazioni protette (s.43J ERA).

Reati di segretezza
Se la rivelazione di informazioni è in violazione dell`Official Secrets Act o comporta un’altra violazione penale, non e` protetta (s.43B(3) ERA).


ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI


ONU
Le Nazioni Unite hanno una whistleblowing policy interna in forza dal 1 gennaio 2006. L’ONU è la prima organizzazione intergovernativa ad adottare una normativa sul whistleblowing.
Alcune disposizioni sono abbastanza insolite, come “il dover riportare ogni violazione di regolamenti e regole dell’Organizzazione da parte dei dipendenti…”
Ancor più insolito è il paragrafo 2.1(a) che stabilisce che “si dovrebbe riferire il prima possibile e non oltre sei mesi da quando l’individuo viene a conoscenza della condotta illegale.” Inoltre l’onere della prova “resterà a carico dell’Amministrazione, che dovrà provare in modo chiaro e convincente che avrebbe agito allo stesso modo anche in assenza dell’attività protetta…”
Sono istituiti meccanismi interni atti a ricevere la denuncia, come l’OIOS (Office of Internal Oversight Services). E’ ammessa la possibilità di denunciare esternamente, qualora siano soddisfatti alcuni criteri, tra i quali il fatto che l’individuo abbia precedentemente denunciato l’informazione attraverso canali interni ma non abbia ricevuto un responso scritto riguardo allo stato del problema.
Altre questioni particolari riguardano la durata del processo, in particolare i 45 giorni dalla ricezione del reclamo come termine per l’Ufficio Etico per completare un esame preliminare.

UNIONE EUROPEA
Le disposizioni principali, attuate al fine di modificare i procedimenti di whistleblowing all’interno delle istituzioni dell’Unione Europea dopo lo scandalo avvenuto nel 1998, sono contenute nelle “Staff Regulations of Officials of the Communities” introdotte nel 2004 (sebbene già esistessero in pratica, nella stessa forma, come Decisione della Commissione).
Tuttavia il primo problema è che gli Articoli 22a e b sono interpretati in un modo non vincolante dal documento della Commissione “Che condotta ci si aspetta dai funzionari della Commissione?”
L’Articolo 22a stabilisce l’onere di informare, senza ritardo e in forma scritta, quando si viene a conoscenza dei fatti durante l’adempimento delle proprie mansioni. Esiste tuttavia un problema legato a un diritto alla denuncia qualora non esista un onere.
Affinché i fatti siano qualificabili per la denuncia, devono soddisfare una delle seguenti condizioni:
a) ogni attività illegale lesiva degli interessi della Comunità (esiste poi un problema relativo alla definizione di questi interessi)
b) ogni condotta professionale gravemente irregolare di un collega (in questo caso il problema riguarda la parola “gravemente”)
Un’altra fonte di confusione riguarda l’identità degli ultimi possibili destinatari interni: non il diretto superiore o il Direttore Generale ma il Segretario Generale (della Commissione) o l’OLAF (Ufficio Europeo Anti-Frode).
Altri problemi riguardano la durata del responso dell’OLAF: due mesi per sapere di quanto tempo avrà bisogno l’OLAF per iniziare a procedere con un’azione appropriata e altri due mesi per cominciare le indagini (senza considerare il fatto che, quando l’OLAF non è coinvolto direttamente in prima istanza, potrebbero essere richiesti tempi più lunghi).
L’insieme di regole trasmette il messaggio di non rivelare niente che non sia esplicitamente richiesto, limitando l’incentivazione a comportamenti più trasparenti sia da parte del management che dei dipendenti. Il problema strutturale dovrebbe essere affrontato alla radice, specialmente il requisito che tutte le denunce siano dirette all’OLAF, senza che sia lasciata al whistleblower la decisione riguardo alla scelta dell’istituzione appropriata. Purtroppo l’OLAF è anche visto come un ufficio interno senza la necessaria indipendenza e il necessario potere d’azione.
Nel settembre 2007 il Commissario Europeo Siim Kallas ha annunciato che sarà tenuta una speciale votazione anonima sul whistleblowing per discutere l’attuale regolamentazione del problema.

CONSIGLIO D’EUROPA
Il Consiglio d’Europa ha istituito il GRECO (Group of States Against Corruption) nel 1999 per controllare l’adeguamento degli Stati agli indici anti-corruzione previsti dall’organizzazione. Il whistleblowing è ovviamente considerato uno strumento per combattere la corruzione ma il Consiglio d’Europa non ha un potere vincolante nei confronti degli Stati affinché questi si adeguino alle raccomandazioni.
L’Articolo 9 della “Civil Law Convention on Corruption” richiede che le parti assicurino, nel settore pubblico e privato, una protezione appropriata contro sanzioni ingiustificate per gli impiegati che riportino i propri sospetti, in buona fede, internamente alle persone designate o esternamente alle autorità.
La Fase 2 del GRECO raccomanda la protezione dei whistleblower come strumento per combattere la corruzione nella pubblica amministrazione. GRECO non ha dato indicazioni riguardo alla natura della protezione che dovrebbe essere data ai whistleblower. Tuttavia certi punti devono essere toccati dalla denuncia:
a) non è sufficiente stabilire che i dipendenti non possano essere licenziati o puniti dal punto di vista disciplinare per aver denunciato, in quanto esistono forme più subdole di ritorsione;
b) i whistleblower possono avere dei dubbi su come procedere, per cui sono necessari dei consulenti per guidarli e assisterli in modo confidenziale;
c) la legge potrebbe aver bisogno di affrontare possibili contraddizioni che potrebbero scaturire tra l’obbligo alla denuncia e il vincolo al mantenimento di informazioni confidenziali;
d) non appena la legge sul whistleblowing è in vigore, deve essere diffusa in modo appropriato cosicché gli ufficiali siano a conoscenza di essa.
Sfortunatamente le raccomandazioni della Fase 2 del GRECO riguardano solamente il settore pubblico. Tuttavia la “Civil Law Convention” prevede che la protezione sia disponibile per tutti gli impiegati, sia nel settore pubblico che privato. La corruzione accade più spesso quando questi settori interagiscono.

Il 29 aprile 2010 il Consiglio d'Europa ha approvato una risoluzione link e una raccomandazione link per gli Stati membri.

OECD
La Convenzione OECD è la più mirata tra le principali convenzioni contro la corruzione. E’ programmata “per affrontare la corruzione coprendo un gruppo di paesi responsabili per la maggior parte di esportazioni globali e di investimenti esteri”. La Convenzione fornisce una struttura legale affinché i paesi sviluppati co-operino per criminalizzare la corruzione di funzionari stranieri durante transazioni commerciali internazionali. Trentasette nazioni l’hanno ratificata.
I regolamenti sul whistleblowing sono una parte centrale della Convenzione, la quale richiede ai paesi di istituire procedure di segnalazione e di proteggere i whistleblower nei settori pubblico e privato.


EUROPA


AUSTRIA
Alcune leggi permettono o anche richiedono le segnalazioni e un certo livello di protezione ma non esiste, ad oggi, una regolamentazione generale o un incoraggiamento del whistleblowing. Tuttavia negli ultimi cinque anni è iniziato un dibattito accademico e politico sul whistleblowing, a seguito di alcune iniziative a livello europeo, in particolare a proposito dei dipendenti pubblici. Tuttavia finora non è stata presentata alcuna proposta.
il tema del whistleblowing è visto attraverso i principi e la tradizione delle segretezza amministrativa. L'Austria sta cercando di rendere l'amministrazione più trasparente e responsabile e alcune riforme legali sono in discussione a questo proposito(link), anche riguardo la protezione dei whistleblower, come la proposta per la riforma del Codice Penale e la procedura penale per la promozione della lotta contro la corruzione introdotta dal Ministro Federale della Giustizia nel luglio 2007. L'articolo II, 4 della proposta è finalizzato ad incoraggiare il whistleblowing nel settore pubblico e privato.

BELGIO
Non esiste una legge sul whistleblowing in Belgio come in molti altri paesi europei. Tuttavia la Comunità delle Fiandre ha emanato un decreto a protezione dei whistleblower (chiamati "denuncianti") nel servizio pubblico. Il decreto del 7 maggio 2004, modifica quello del 7 luglio 1998 che aveva istituito il Servizio Fiammingo di Mediazione per la protezione dei funzionari pubblici che denunciano le irregolarità. Il Decreto stabilisce che "Ogni membro del personale, assegnato a un'autorità amministrativa come previsto dall'articolo 3, può denunciare all'Ente di Mediazione Fiammingo, in forma scritta o orale, ogni negligenza, abuso o irregolarità (...)". Stabilisce inoltre che: "Il membro del personale che denuncia un'irregolarità, come previsto all'articolo 3.2, è tutelato, a sua richiesta, dalla protezione del Mediatore fiammingo...".
Una volta sotto la tutela del Mediatore fiammingo, ogni misura disciplinare presa a danno del whistleblower è sospesa fino a nuove indagini da parte del tribunale.
Il decreto di cui sopra, tuttavia, non definisce il termine whistleblower e non si applica ai funzionari pubblici nelle altre comunità belghe.
Per quanto riguarda il settore privato, non esistono disposizioni specifiche a protezione dei lavoratori in caso di denuncia. Tuttavia, per i dipendenti pubblici il dover denunciare gli illeciti è la regola, in base al Codice d'Istruzione Penale (art. 29.1).
Esiste anche il problema, diffuso in Europa, della conformità delle procedure di whistleblowing delle società multinazionali con le leggi per la protezione dei dati personali, in particolare la Legge Belga per la Protezione dei Dati Personali dell’8 dicembre 1992.
In questa legge, la Commissione Belga per la Privacy ha indicato che, dal momento che la Legge per la Protezione dei Dati Personali si applica ogni volta che i dati sono processati in modo automatico o sono archiviati o lo saranno, sarà applicata anche a quasi tutte le procedure per il whistleblowing. La Commissione ha delineato alcuni principi base che dovrebbero almeno essere rispettati dalle procedure di whistleblowing per essere compatibili con la Legge per la Protezione dei Dati Personali. Questi principi sono delineati maggiormente dalle prime raccomandazioni del Working Party sull’Articolo 29 e si riferiscono a (i) onestà, legittimità, coerenza con i fini delle procedure, (ii) proporzionalità, (iii) accuratezza dei dati personali, (iv) trasparenza, (v) sicurezza nel processo delle operazioni e nell’archiviazione, (vi) i diritti di tutte le persone coinvolte (il whistleblower, la persona segnalata e i terzi), e (vii) la registrazione del database se i dati verranno automaticamente processati o su richiesta della Commissione Belga per la Privacy.
Le raccomandazioni della Commissione Belga per la Privacy non sono vincolanti ma hanno un’importante autorità persuasiva e sono normalmente seguite dai tribunali. Inoltre, l’impatto pratico è significativo e i principi base possono essere usati come linee guida da parte delle società che desiderano implementare procedure per il whistleblowing in Belgio.

BULGARIA
Non esistono leggi in Bulgaria a protezione dei whistleblower. L'articolo 76(3) della Legge di Incoraggiamento all'Occupazione sia il più inerente alla protezione dei whistleblower, sebbene il whistleblowing non sia direttamente menzionato. L'articolo stabilisce che "Gli organi di controllo saranno obbligati a: controllare nel tempo opportuno le segnalazioni di reati ricevute; non rendere pubbliche le informazioni su segreti di stato o industriali di cui sono venuti a conoscenza nell'esercizio di questo controllo; non usare le informazioni ottenute a scopo personale o di altre persone; mantenere confidenziale la fonte da cui hanno ottenuto la segnalazione di un reato".

CIPRO
L'articolo 69A della Legge sul Servizio Civile stabilisce che "ogni dipendente pubblico che, durante lo svolgimento delle proprie mansioni, constata o ritiene che un altro dipendente pubblico è stato coinvolto in azioni fraudolente, deve segnalare queste incidenze al superiore in forma scritta insieme a tutte le prove a sostegno del caso". Questa norma non cita espressamente una protezione seguente alla segnalazione ma questa sembra implicita. La norma non considera neanche un mancato follow-up da parte del superiore o cosa succede quando questo è parte del problema.

CROAZIA
L'unica norma che può essere collegata alla protezione dei whistleblower riguarda i reati di corruzione. L'articolo 115 della Legge sul Lavoro stablisce, tra "i motivi che non costituiscono giusta causa di licenziamento": "il lavoratore che si rivolge alle persone apposite o agli enti competenti di amministrazione dello stato a proposito di un ragionevole sospetto di corruzione, non costituisce una giusta causa di licenziamento".
La Croazia sta stilando una nuova Legge sul Lavoro in linea con le leggi dell'Unione Europea.

ESTONIA
In Estonia non esiste un termine per whistleblower, il più vicino sembra essere "tunnistaja" che significa "testimone". La Legge a Protezione dei Testimoni del 2005 è la più vicina alla protezione dei whistleblower.

FRANCIA
Il 13 novembre 2007 la Francia ha adottato una legge per la protezione dei whistleblower, con due limitazioni: è applicabile solo al contesto dei reati di corruzione ed è estesa solo al settore privato. Si tratta della legge N.1598-2007, che ha introdotto l'articolo L 11-1161-1 del Codice del Lavoro, in vigore dal 1 marzo 2008.
questa legge prevede protezione per i whistleblower che segnalano reati di corruzione sul luogo di lavoro. La protezione è contro ogni sanzione fatta dai datori di lavoro per violazioni fatte in buona fede e in base a un ragionevole convincimento.
L'articolo L.1161-1 della legge modificativa del Codice del Lavoro afferma: "A nessuno può essere negato l'accesso a una procedura di assunzione o a uno stage o a un periodo di formazione in una società; nessun impiegato può essere sanzionato, licenziato o o sottoposto a misure discriminatorie, dirette o indirette, in particolare riguardo a salario, formazione, riclassificazione, nomina, qualificazione, promozione professionale, trasferimento, rinnovo di contratto, se ha segnalato, in buona fede, al datore di lavoro o alle autorità giudiziarie o amministrative, reati legati alla corruzione che sono stati scoperti durante l'esercizio delle loro funzioni. Ogni interruzione del contratto, che sia risultato di ciò, ogni disposizione o atto contrario sarà nullo."
La legge non utilizza il termine "whistleblower" ma si riferisce alla persona che abbia rivelato informazioni nell'interesse pubblico su reati legati alla corruzione.
Negli anni considerare il whistleblowing in Francia è stato difficile a causa della sua facile associazione con l’istituto delatorio tipico dell’occupazione nazista della Francia durante la Seconda Guerra Mondiale. L’8 marzo 2008 a Parigi, presso il Senato, è stata tenuta una conferenza sul whistleblowing durante la quale è stata dibattuta anche la legislazione più adatta per la Francia.
La Francia si è già trovata a discutere di problematiche sul whistleblowing nel 2005 quando il CNIL, l’Autorità Francese per la Protezione dei Dati, ha messo in luce l’incompatibilità tra le leggi dell’Unione Europea per la protezione dei dati e le hotline (linee dirette) anonime istituite dalla legge USA Sarbanes-Oxley Act. Il 10 novembre 2005 il CNIL ha adottato 11 “Raccomandazioni” che permettono alle società di ottenere, caso per caso, l’autorizzazione ad attuare procedure di whistleblowing interne:
a) lo scopo delle procedure è limitato e opzionale;
b) i soggetti delle procedure devono essere chiaramente definiti;
c) il whistleblowing anonimo è scoraggiato;
d) garantire a tutti gli utilizzatori informazioni chiare e complete;
e) raccogliere le segnalazioni attraverso canali specifici;
f) limitare le segnalazioni a informazioni pertinenti, adeguate e non eccessive;
g) adibire una gestione interna specifica delle informazioni denunciate;
h) i controlli di valutazione delle procedure di whistleblowing devono proteggere le identità personali;
i) stabilire limiti per la conservazione delle informazioni;
j) diritto d’accesso e alla modifica.

GERMANIA
Non esiste una legge sul whistleblowing in Germania.
Attualmente vengono discusse due proposte di legge relative ai settori pubblico e privato.
Con riguardo al settore pubblico, il 1 aprile 2009 è entrata in vigore la Nuova Legge sulla Posizione del Servizio Pubblico(link). Nella legge è inclusa una norma (art. 37 II, 3) che dispensa i funzionari pubblici dal normale obbligo di segretezza nel caso in cui vogliano esporre casi sospetti di corruzione. La norma è destinata all'attuazione dell'articolo 9 della Convenzione Civile del Council of Europe del 4 novembre 1999.
Con riguardo al settore privato, nell'agosto 2006 la Fondazione Bertelsmann ha pubblicato una "proposta di discussione" per una legge sui contratti di lavoro(link). Inoltre nell'aprile 2008 è stata pubblicata una proposta di una nuova formulazione dell'articolo 612a del Codice Civile tedesco (BGB) per la protezione dei whistleblower dal licenziamento e da altri atti di ritorsione(link), discussa poi durante un'udienza al Comitato per il Cibo, l'Agricoltura e la Protezione dei Consumatori nel Bundestag il 4 giugno 2008(link). Non ci sono stati progressi seguenti la proposta di legge.
Nel 2007, dopo che la Francia ha dato diposizioni simili, la Germania ha pubblicato, per le società USA in Germania e per le società tedesche quotate sul mercato americano, una lista di linee guida che impongono la conformità delle procedure di whistleblowing con il Sarbanes-Oxley Act senza che siano violate leggi locali, in particolare le leggi europee sulla privacy.

GRECIA
Pur non essendoci una legge a protezione dei whistleblower in Grecia, nella prassi un impiegato non è responsabile se rivela informazioni allo scopo di proteggere l'interesse pubblico.
L'articolo 371 del Codice Penale prevede che la violazione del segreto professionale da parte di avvocati, preti, notai, dottori, farmacisti e altri non è punita se la persona intende proteggere l'interesse pubblico.

IRLANDA
Non esiste ancora una legge specifica sul whistleblowing in Irlanda, sebbene nel 1999 sia stato proposto il Whistleblowers Protection Bill (nel 2006 c’è stata una “mozione” riguardo a questa proposta), che garantisce protezione civile e penale per gli impiegati che rendono dichiarazioni protette riguardo a problematiche sul luogo di lavoro.
Nel marzo 2006 il Commissario per la Protezione dei Dati ha considerato il problema delle procedure di whistleblowing e la loro compatibilità con il Sarbanes-Oxley Act.
Nel marzo 2007 il Ministro della Salute ha introdotto un regolamento per il whistleblowing per i dipendenti nel settore sanitario. Questa disposizione è contenuta in un emendamento all’Health Bill del 2006.
Nel marzo 2008 il Ministro della Giustizia ha annunciato l’istituzione di una nuova procedura di whistleblowing per ricevere denunce confidenziali da parte di poliziotti che vogliono segnalare episodi di corruzione o altre irregolarità da parte di colleghi o superiori.
Il 18 marzo 2008 il Governo ha pubblicato l’Employment Rights Compliance Bill, con una disposizione che protegge i whistleblower che hanno segnalato violazioni di legge.

LITUANIA
Una proposta di legge è stata introdotta in Parlamento nel 2003 ma è stata respinta. In collaborazione con esperti dal Regno Unito una Legge sulle Segnalazioni Protette(link) è stata redatta dal Servizio di Investigazione Speciale (SIS)(link), sottoposto al Parlamento per ulteriori deliberazioni e rigettato nel 2004. La proposta di legge puntava a fornire una protezione uniforme dei lavoratori o di altre persone che segnalano atti di corruzione. Le principali garanzie comprendevano il divieto di misure di ritorsione contro di loro e, nel caso queste fossero applicate o fosse stata minacciata la loro applicazione, il diritto di appellarsi all'istituzione designata dal Governo all'esame di tali denunce o ad un'altra istituzione per l'applicazione della legge. Inoltre, la proposta di legge proibiva la rescissione di un contratto di lavoro di un impiegato che segnalava una violazione legata alla corruzione senza il consenso dell'istituzione autorizzata e stabiliva le misure da pplicare al datore di lavoro che violava questi requisiti.
La proposta di legge dava anche una definizione di "whistleblower" o "persona segnalante" come di un "impiegato che segnala reati legati alla corruzione dei quali è venuto a conoscenza durante la sua attività lavorativa". Era estesa al settore pubblico e privato.
Mentre il Settimo Report sull'Attività Generale del GRECO afferma che la proposta di legge lituana è stata respinta perchè le autorità lituane non avvertivano la necessità di tale leggi che duplicava quanto previsto da altre leggi, il Programma Anti-Corruzione del governo lituano prevede ancora l'emanazione di una legge specifica per la protezione dei whistleblower.

MOLDAVIA
La Moldavia è stata il soggetto del caso-guida della Corte dei Diritti Umani sulla protezione dei whistleblower. Nel 2008 la sentenza della Grande Camera Guja v. Moldavia ha dichiarato, in modo unanime, la violazione dell'articolo 10 ECHR (libertà di espressione) nel licenziamento di un impiegato dell'ufficio del Procuratore Generale a causa delle sue rivelazioni ai media di documenti ufficiali che provavano l'interferenza politica in alcune indagini in corso. Era esattamente l'assenza di leggi esistenti a previsione di canali specifici per le segnalazioni protette che permetteva al whistleblower di rivolgersi direttamente ai media.

NORVEGIA
Pur non esistendo una legge specifica sul whistleblowing, esistono diffuse disposizioni a protezione dei whistleblower.
Le linee Guida Etiche per la Pubblica Amministrazione, pubblicate nel 2005, stabiliscono che “i dipendenti pubblici devono poter denunciare le situazioni criticabili all’interno della pubblica amministrazione”, evidenziando la predilezione per una risoluzione interna del problema in prima istanza.
La "Legge sull'ambiente lavorativo, l'orario di lavoro e la protezione dell'occupazione, etc.", è stata modificata per l'ultima volta il 23 febbraio 2007 con una disposizione sulla protezione dei whistleblower che segnalano la violazione della legge o altre attività discutibili. Il nuovo paragrafo 2.5, “Protezione contro le ritorsioni in seguito a una denuncia”, è stato introdotto per dare a tutti gli impiegati (nei settori pubblico e privato) un diritto a segnalare i sospetti di irregolarità all’interno o all’esterno dell’organizzazione.
Caratteristiche della legge:
- il diritto dipende dal fatto che il dipendente segua una "procedura appropriata"
- la buona fede del lavoratore in relazione alla correttezza dell'informazione, la forma e il contenuto, il potenziale danno prevenuto o limitato sono i fattori che concorrono a stabilire la "giustificabilità" della notifica.
- la ritorsione, intesa come ogni trattamento sfavorevole che sia diretta conseguenza o reazione a una segnalazione di un whistleblower, è vietata
- la cattiva fede tra i motivi del whistleblower non ostacoleranno una segnalazione legittima nell'interesse pubblico
- anche un impiegato che fa capire che farà una segnalazione è protetto contro gli atti di ritorsione
- il possibile risarcimento del whistleblower è senza limiti
- la legge non utilizza il termine "whistleblower" ma "l'impiegato che segnala condizioni censurabili nell'impresa"

OLANDA
In Olanda esiste una protezione dei whistleblower sia nel settore pubblico che in quello privato. I dipendenti pubblici possono usare la procedura per i whistleblower disposta dalla Legge per il Governo Centrale e Locale, segnalando le irregolarità ai diretti superiori o, eventualmente, a un consulente confidenziale. Il dirigente o il consulente notificheranno successivamente all’autorità competente, la quale inizia un’indagine. La protezione legale è data solo ai dipendenti che segnalano in buona fede. Sia a livello politico che tra i funzionari emergono dubbi sull'efficacia della legge, considerato l'obbligo di segnalare in prima istanza ai superiori. La legge utilizza il termine "klokkenluiders", suonatori di campane, al posto di whistleblower.
Anche gli impiegati nel settore privato possono avvalersi di una procedura per il whistleblowing. L’Articolo 7:611 del Codice Civile Olandese protegge i whistleblower attraverso il requisito della “buon comportamento del datore di lavoro e dell’impiegato”: un whistleblower agisce in buona fede quando fa una segnalazione in accordo con le procedure istituite dall’azienda. Nel dicembre 2003 è stato emanato il Codice Olandese per la Corporate Governance, che obbliga le compagnie a conformarsi ad esso. La norma II.1.6 in particolare stabilisce che “gli amministratori dovranno assicurare agli impiegati la possibilità di segnalare al Presidente del Consiglio d’Amministrazione, o a qualcuno da lui incaricato, presunte irregolarità all’interno della compagnia di natura generale, gestionale o finanziaria, senza rischi per la propria posizione. Le procedure di whistleblowing dovranno essere pubblicate sul sito internet della società.”
Inoltre, nel gennaio 2006, l’Autorità Olandese per la Protezione dei Dati ha distribuito un documento guida sulle hotline per il whistleblowing. Questo documento include raccomandazioni affinché le hotline olandesi per il whistleblowing dovrebbero:
a) sia essere garantite da obblighi locali applicabili all’organizzazione che facilitare gli interessi legittimi dell’organizzazione stessa senza interferire con l’interesse alla privacy degli impiegati;
b) implementare i meccanismi di segnalazione interna già presenti all’interno della compagnia, inclusi quelli al management superiore, alle risorse umane, ai revisori esterni;
c) essere usati solamente per denunciare “reati rilevanti” e non questioni minori. Le segnalazioni dovrebbero essere gestite in modo tale che l’identità degli impiegati che denunciano non sia rivelata alle persone “segnalate”.
Sempre nel 2006, con riguardo al settore privato, è stata presentata una relazione al Ministro del Lavoro e degli Affari Sociali con una valutazione sulle procedure per il whistleblowing in vigore nelle imprese. Ad eccezione di una proposta di legge presentata in Parlamento da parte di un piccolo partito d'opposizione, non ci sono progressi né nel Governo né in Parlamento. Dibattiti sul whistleblowing e sulle protezioni attualmente garantite ai funzionari pubblici sono in corso.

POLONIA
Il whistleblowing è poco considerato e manca la traduzione del termine whistleblowing in polacco. Gli ostacoli più seri all'introduzione di norme sulla segnalazione sono le regole culturali polacche. Il whistleblowing può essere facilmente confuso con la denuncia, che è fortemente condannata nella cultura polacca - ciò è comprensibile a causa della tradizione di dominio e dittatura subita dal paese. Tuttavia un articolo pubblicato di recente(link) ha mostrato che le segnalazioni su condotte riprovevoli nelle organizzazioni stanno diventando accettate dalla società, specialmente dai più giovani. Ma le leggi ancora non affrontano la questione in profondità.

ROMANIA
In Romania la Legge 571/2004(link), "Legge sulla protezione dei whistleblower", protegge i whistleblower nel settore pubblico.
La legge riguarda la protezione dei whistleblower contro misure amministrative da parte dei superiori quando, in buona fede, fanno una segnalazione su sospette pratiche corrotte o non etiche o su violazioni di legge. La legge rispetta la confidenzialità del whistleblower.
La legge rumena è una delle poche leggi europee che danno una definizione di whistleblower. Il whistleblower è "un individuo che rivela la violazione di leggi nelle istituzioni pubbliche commesse da persone con poteri pubblici o dirigenti di queste istituzioni". Viene definito anche il "whistleblowing nell'interesse pubblico" come il segnalare in buona fede ogni azione che viola la legge, gli standard di etica professionale o i principi di buona amministrazione, efficienza, efficacia, economicità e trasparenza.
Questa legge elenca gli individui o gli enti a cui possono essere diretti le segnalazioni di whistleblowing, inclusi i media e le organizzazioni non governative.
Nonostante la legge rumena sia equamente progressiva, si applica solamente agli impiegati nel settore pubblico.

RUSSIA
In Russia non esiste una legge sulla protezione dei whistleblower.
Nel 2006 la Corte Europea per i Diritti Umani a Strasburgo ha ricevuto 28.000 reclami dalla Russia, gran parte dei quali relativi alla corruzione nella polizia e nel sistema giudiziario, a conferma del fatto che molti non hanno fiducia nell’efficacia dei tribunali.

SERBIA
Il termine whistleblower non è utilizzato nella legge serba. Esistono norme sparse su pubbliche preoccupazioni, su segnalazioni di illeciti, su sanzioni amministrative e penali contro le frodi disperse nelle leggi così come norme che regolano le relazioni lavorative, l'amministrazione pubblica, il diritto societario, il Codice Penale e altre(link). Tuttavia queste non si riferiscono specificamente al whistleblowing.

SLOVACCHIA
Non esistono né sono in preparazione leggi sul whistleblowing. Il concetto è poco discusso e la pratica non è incoraggiata. Tuttavia risulta interessante una norma della Legge sul Lavoro: "L'applicazione di diritti e obblighi derivanti dalle relazioni sul lavoro deve conformarsi alla buona morale. Nessuno può abusare di tali diritti e obblighi a danno di un altro partecipante alle relazioni lavorative o di un collega. Sul luogo di lavoro nessuno può essere perseguito o in alcun modo sanzionato durante lo svolgimento delle mansioni lavorative per aver sottoposto reclami, accuse o proposte per l'inizio di una prosecuzione contro un altro impiegato il datore di lavoro".
Nella legge slovacca gli impiegati che sospettano un illecito, hanno quattro opzioni:
1) ignorano il sospetto e continuano a lavorare;
2) sollevare il sospetto all'interno dell'organizzazione;
3) espongono il sospetto all'attenzione pubblica;
4) informano anonimamente la struttura interna.

SLOVENIA
Una mozione(link) per un progetto e l'adozione di una legge sul whistleblowing è stata presentata al Parlamento nel 2006 ma non ha prodotto risultati. Non c'è stato seguito alla mozione.

SVEZIA
Non ci sono proposte per una legge specifica sul whistleblowing né una definizione del concetto di whistleblowing. Tuttavia una serie di norme può essere trovata in varie leggi.
Per esempio, le fonti dei giornalisti sono protette dalla legge.
Mentre la diffamazione è un reato in Svezia, un whistleblower che rende pubbliche informazioni corrette sulle attività criminali all'interno di una società o chi ha almeno un ragionevole convincimento nella verità di tali informazioni non può essere dichiarato colpevole di diffamazione.
In base alla legge sul lavoro, un contratto di lavoro può essere rescisso solo per motivazioni obiettive. Un impiegato ha il diritto di criticare il datore se segnala le informazioni all'autorità idonea. Le informazioni devono essere fondate e il lavoratore deve contattare prima il datore e provare a correggere l'irregolarità prima di rendere pubbliche le sue critiche. Fino a quando tali regole sono seguite l'impiegato non rischia di perdere il proprio lavoro o altri privilegi.
Alcuni casi famosi di whistleblowing hanno dato la spinta a leggi specifiche come la Legge Sahra che corregge la Legge sul Servizio Sociale che afferma che ogni persona che lavora nella cura degli anziani dovrà verificare che queste persone ricevano buone cure e abbiano condizioni di vita sicure. Chi osserva o viene al corrente di un serio abuso nella cura degli individui lo segnalerà immediatamente al Comitato per il Welfare Sociale.
In generale le leggi a protezione dei whistleblower sono più forti nel settore pubblico che in quello privato.

SVIZZERA
Il governo svizzero sta lavorando al rafforzamento della protezione dei whistleblower, come raccomandato dalla Fase 2 dell’OECD. Una mozione(link) introdotta simultaneamente da Remo Gysin nella Camera Bassa e da Dick Marty nella Camera Alta, ha chiesto al governo svizzero di presentare una proposta di legge che assicuri "un'efficace protezione contro licenziamenti e altre discriminazioni ingiustificate contro i whistleblower". E' stata accettata dalle due Camere del Parlamento nel 2005 e nel 2007 e il Consiglio Federale (Governo) ha iniziato a lavorare su una proposta di legge.
La mozione sottolinea che la proposta di legge sulla protezione dei whistleblower dovrebbe comprendere norme sulla prevenzione dei licenziamenti abusivi e altre forme di discriminazione contro i "whistleblower" che segnalano irregolarità in una società; dovrebbe permettere ai whistleblower di fare una segnalazione più ampia all'opinione pubblica solo come ultima opzione; dovrebbe esaminare se la sanzione (pagamento da parte del datore all'impiegato di una somma corrispondente fino a sei mesi del salario) contro i datori di lavoro che licenziano abusivamente gli impiegati sia sufficiente e, in caso contrario, considerare se rafforzare tale sanzione.
Secondo l’articolo 336 del Codice Svizzero dei Doveri (applicabile ai lavoratori della confederazione in base al paragrafo 6.2 della legge sul personale della confederazione), il licenziamento di un funzionario che ha segnalato un episodio di corruzione costituisce ora un ingiusto licenziamento se il funzionario ha prima contattato il datore di lavoro, poi le autorità e infine i media.
Nel febbraio 2007 l’Agenzia Svizzera per lo Sviluppo e la Cooperazione ha aperto un ufficio per motivare i whistleblower a denunciare corruzione e altre irregolarità. Sono state aperte hotline anonime che incoraggino i whistleblower a capire quali siano i loro diritti e a capire chi contattare per segnalare episodi di corruzione o frodi.
Numerose società private stanno ora aprendo linee dirette per i whistleblower.

TURCHIA
Non esistono norme a protezione dei whistleblower. Le norme più vicine sono quelle a protezione dei testimoni(link).

UNGHERIA
Ad oggi non esiste una legge a protezione dei whistleblower. Ognuno può ottenere una riparazione per le loro denunce o gli "annunci nell'interesse pubblico" fatti a enti statali e locali in base alla Legge XXIX del 2004, ad eccezione delle denunce coperte dalle procedure pubbliche giudiziarie o amministrative. Un "annuncio di pubblica preoccupazione" è quello che pone l'attenzione su circostanza che vanno affrontate per il bene di una comunità o della società generale e che può contenere raccomandazioni d'azione. In base all'articolo 257 del Codice Penale chiunque ha commesso un'azione lesiva contro una persona che ha fatto una segnalazione nell'interesse pubblico è colpevole di reato e può essere punito con la reclusione fino a due anni. Tuttavia non può essere garantita al whistleblower altra protezione o l'anonimità, nè viene disciplinato il potenziale conflitto con la rivelazione di segreti di stato per il bene pubblico. Dato che il sistema contiene molte lacune, il whistleblowing non è uno strumento molto utilizzato per la lotta contro la corruzione. Transparency International Ungheria ha raccomandato l'adozione di norme legali più efficaci che devono essere adottate in adeguati Codici di Condotta settoriali e organizzativi.
Il Governo ungherese sta lavorando a un nuovo pacchetto di procedure e leggi a protezione dei whistleblower. In base alla proposta di legge verrebbe istituito un nuovo ufficio per la protezione dei whistleblower che coordinerebbe le attività contro la corruzione del Governo, fornisca formazione su temi etici, riceva le segnalazioni dei whistleblower e intervenga a loro protezione. Inoltre questo ufficio svolgerebbe indagini sui casi, pur trasferendo i casi penali alla polizia o all'autorità giudiziaria. L'ufficio avrebbe anche la facoltà di imporre multe nei casi non penali.


AMERICA


USA
Negli Stati Uniti la protezione legale varia a seconda del settore e a volte anche in base allo Stato in cui il caso emerge, essendo presenti sia leggi federali che statali a protezione dei whistleblower.
Le tre principali leggi sono:
a) False Claims Act, emanato dal Congresso nel 1863 e modificato nel 1986, incentrato sulle frodi allo Stato, che regola la maggior parte dei casi avviati dai whistleblower e dal governo. In base al False Claims Act, il Dipartimento di Giustizia è autorizzato a pagare ricompense a coloro che denunciano frodi contro il governo federale corrispondenti al 15-30% di quanto viene recuperato grazie alla segnalazione;
b) Whistleblower Protection Act del 1989, legge federale USA che protegge i whistleblower federali o le persone che lavorano per il governo, che segnalano un’irregolarità governativa. La legge ha creato l’Office of Special Counsel (OSC), che indaga sulle denunce di funzionari puniti per aver segnalato al Congresso sprechi, frodi o abusi all’interno degli enti. Nel 2006 la Corte Suprema ha stabilito, in base al Primo Emendamento, che gli impiegati governativi non sono protetti dalle ritorsioni dei superiori quando questi agiscono in conformità al proprio incarico. In risposta, nel 2007 è stato passato il Whistleblower Protection Act.
c) Sarbanes-Oxley Act del 2002, emanato il 30 luglio del 2002 in risposta agli enormi scandali finanziari e contabili (come Enron e WorldCom). La legge stabilisce standard nuovi e più stringenti per la gestione e il controllo delle compagnie quotate. L’Atto protegge fortemente i whistleblower aziendali e introduce nuove e importanti disposizioni: l’onere della prova passa al datore di lavoro; sono ampiamente ammesse segnalazioni anonime; etc.

A maggio 2011 la SEC ha introdotto nuove ricompense per i whistleblower link



CANADA
Il Canada ha recentemente introdotto una legge sul whistleblowing nel settore pubblico. Il Bill C-11: The Public Servants Disclosure Protection Act, preparato nel 2004 e riguardante le segnalazioni nel settore pubblico, appariva inadeguato (l’onere della prova sul whistleblower, il whistleblower deve seguire un iter preciso, etc.). Sono stati quindi adottati 52 emendamenti per arrivare al Public Servants Disclosure Protection Act, entrato in vigore il 15 aprile 2007 (dopo essere stato modificato dal Federal Accountability Act).
Lo scopo principale è di facilitare la segnalazione delle irregolarità e la protezione dei whistleblower all’interno della pubblica amministrazione. Forse la modifica più importante è stata la creazione di una nuova agenzia, il Commissario per l’Integrità del Settore Pubblico (PSIC), che riferisce direttamente al Parlamento e atta a ricevere e indagare sulle segnalazioni di irregolarità. Sono inoltre rilevanti altre due caratteristiche:
a) il PSIC ha il potere di garantire la conformità all’Atto;
b) tutti i canadesi, non solo i dipendenti pubblici, hanno il diritto di segnalare irregolarità e il diritto alla conseguente protezione.
Il modello canadese, al momento, è unico in diversi aspetti:
a) il Commissario per l’Integrità del Settore Pubblico è l’unico organo al mondo che si occupa sia della segnalazione dell’irregolarità che della protezione degli individui che fanno la segnalazione;
b) ha gli strumenti per indagare indipendentemente e segnalare le irregolarità direttamente al Parlamento;
c) può garantire l’accesso a una consulenza legale gratuita per coloro che fanno la segnalazione o sono coinvolti nelle indagini sull’irregolarità;
d) è istituito un tribunale speciale col potere di decidere se c’è stata una ritorsione nei confronti del denunciante e di ordinare risarcimenti e sanzioni.
Tuttavia ci sono alcune critiche alla legge: alcuni criticano la mancanza di disposizioni per punire i falsi whistleblower, alcuni pensano che la legge restringa la tipologia di segnalazioni che possono essere fatte, alcuni criticano la debolezza sulla prova del nesso tra la segnalazione e la ritorsione.
Inoltre, dal 2005 esiste un’interpretazione più ampia della protezione dei whistleblower in base al paragrafo 77 del Labour Standards Act (“Proibita la discriminazione da parte del datore di lavoro”), che protegge solamente l’impiegato che segnala a un’autorità designata un’attività che costituisce reato (e non altre irregolarità).
C’è anche una disposizione, introdotta nel 2004 nel Codice Penale, l’Articolo 425.1 “Minacce e ritorsioni contro gli impiegati”, che è stata recentemente interpretata a protezione dei whistleblower che subiscono una ritorsione dai datori di lavoro. Stabilisce che è un reato vittimizzare l’impiegato che soffia il fischietto a un’autorità legittima.


AFRICA


GHANA Nel 2006 è stato emanato l’Atto 720, il Whistleblower Act 2006.
Il primo paragrafo definisce in cosa consiste una segnalazione, quali sono i soggetti protetti e quali i possibili destinatari della segnalazione.
Nei paragrafi seguenti sono descritte le procedure di segnalazione e di trattamento della denuncia ed è definito il livello di protezione garantito al whistleblower.
Altre disposizioni rilevanti riguardano:
a) la protezione che la polizia garantisce al whistleblower quando questi è in una posizione di pericolo;
b) la possibilità di garantire al whistleblower un’assistenza legale tramite il Legal Aid Border;
c) l’istituzione di un Fondo Risarcitorio per i Whistleblower

KENYA Non esiste una legislazione specifica sul whistleblowing in Kenya.
Il 15 maggio 2006 il Procuratore Generale del Kenya ha pubblicato il Witness Protection Bill. Questo Atto è volto alla protezione dei testimoni nei procedimenti penali e in altri casi. Agli articoli 3(b) e (c) è prevista la protezione per “chi ha dato una prova o è in accordo per darla” riguardo a un reato già commesso.
L’Atto va letto in relazione ad altre leggi anti-corruzione vigenti:
a) l’Atto per l’Etica dei Funzionari Pubblici scoraggia il whistleblowing, in base all’articolo 41 che sanziona i funzionari pubblici che rivelano informazioni di cui vengono a conoscenza durante la propria attività;
b) l’Atto Contro la Corruzione e i Reati Economici garantisce protezione a informatori, collaboratori, testimoni e investigatori. Sfortunatamente l’Atto non dà una definizione di “informatore” (whistleblower?) e limita le segnalazioni all’Agenzia Keniota Contro la Corruzione, sebbene esistano altre agenzie più vicine alle esigenze dei cittadini;
c) l’Atto per l’Approvvigionamento e lo Smaltimento Pubblico non garantisce protezione ai testimoni (appare come una grave mancanza vista la natura dell’Atto)

UGANDA
L’Uganda è uno dei paesi firmatari della Convenzione dell’ONU per la Prevenzione e la Lotta alla Corruzione del 2003, il cui Articolo 33 stabilisce che ogni stato membro dovrà considerare l’introduzione di misure appropriate per garantire protezione contro trattamenti ingiustificati a causa di segnalazioni fatte (i) in buona fede e su basi ragionevoli, (ii) all’autorità competente, (iii) riguardo a atti o fatti di corruzione. L’Articolo 5(6) stabilisce anche che gli Stati membri si adopereranno per adottare misure che garantiscano ai cittadini di segnalare episodi di corruzione senza paura di conseguenti ritorsioni.
L’Atto per l’Accesso alle Informazioni del 2005 (ATIA) ha, tra i suoi scopi principali, la protezione delle persone che forniscono prove di violazioni della legge, di mal amministrazione o di corruzione negli enti governativi. L’Articolo 44 protegge chi rilascia informazioni su irregolarità o che possano condurre a serie minacce alla salute, alla sicurezza o all’ambiente.
Il Governo ha prospettato al Parlamento il Whistle Blowers Bill e il Witness Protection Bill per garantire misure volte alla salvaguardia delle persone che rivelano informazioni a proposito di irregolarità o corruzione da parte di un funzionario pubblico. Tuttavia, in Uganda, i whistleblower sono solitamente più in pericolo degli stessi criminali: finora chiare raccomandazioni riguardo alla protezione dei whistleblower sono cadute nel vuoto ignorate da dirigenti corrotti.

MAROCCO
Manca la protezione legale per whistleblower, attivisti anti-corruzione e investigatori che segnalano casi di corruzione, specialmente ad alti livelli.
Transparency Maroc (TM), il ramo nazionale di Transparency International, fornisce consulenza legale per i whistleblower e le vittime di corruzione.

NIGERIA
La Nigeria, al momento, non ha una legge sul whistleblowing.
Nel 2001 è stato organizzato un gruppo di lavoro, organizzato da Zero-Corruption Coalition e Transparency International Nigeria, al fine proporre una bozza per una possibile legge sul whistleblowing. La proposta non è diventata legge.

SUDAFRICA
Nel 2000 è stata emanata una legge sul whistleblowing, il Protected Disclosures Act, (i) per dare disposizioni sulle procedure tramite cui gli impiegati del settore pubblico e privato possono segnalare attività irregolari da parte di superiori o colleghi durante l’attività lavorativa; (ii) per garantire protezione agli impiegati che segnalano un’attività coperta dall’Atto; (iii) per regolare le attività connesse.
Dal 2003 ci sono discussioni riguardo ad alcune aree problematiche dell’Atto (definizione ristretta di relazione lavorativa, esclusione dei terzi, i destinatari delle segnalazioni) e ad alcune domande specifiche (estendere l’ambito, l’esclusione di responsabilità civili e penali, i risarcimenti).
Open Democracy Advice Centre è un’associazione no-profit che sostiene i principi democratici e si adopera per responsabilizzare le istituzioni in Sudafrica garantendo l’accesso alle informazioni e dando consulenze ai whistleblower.


ASIA


COREA DEL SUD
L’Atto Contro la Corruzione è stato promulgato il 24 Luglio 2001 e è entrato in vigore il 25 gennaio 2002. L’Atto ha anche istituito la Commissione Indipendente Coreana Contro la Corruzione (KICAC) nel gennaio 2001 quale ente legalmente responsabile per trattare gli episodi di corruzione. Lo scopo dell’Atto è di contribuire alla creazione di un clima sociale integro, prevenendo la corruzione e regolando efficacemente gli episodi correlati. L’Atto protegge i whistleblower di compagnie pubbliche ma non esiste una legge che incoraggi i whistleblower o li protegga nel settore privato.
Il terzo capitolo, “Segnalazione di atti di corruzione e protezione dei whistleblower, etc.”. In base a questo capitolo chiunque venga a conoscenza di atti di corruzione può segnalarli al KICAC. I funzionari pubblici sono obbligati a segnalare tali avvenimenti. I whistleblower devono segnalare in buona fede e coloro che non lo fanno non saranno protetti dall’Atto. Le procedure di whistlebowing sono così stabilite su questi principi:
a) l’identità del whistleblower non sarà resa pubblica senza il suo consenso;
b) il whistleblower può richiedere protezione per la sua sicurezza personale;
c) il whistleblower non dovrà subire alcuno svantaggio a causa della sua segnalazione.
Inoltre, saranno garantite ricompense in caso la segnalazione risulti in un guadagno sostanziale, prevenga perdite significative ai beni pubblici o promuova l’interesse pubblico.
E’ prevista anche una sanzione per i falsi whistleblower: l’Atto stabilisce che chiunque coscientemente fa una segnalazione falsa, sarà condannato a una pena tra uno e dieci anni di prigione.

CINA
La Cina non ha una legge sul whistleblowing e è uno dei paesi che tratta peggio i whistleblower. Negli ultimi anni alcuni whistleblower sono stati mandati in campi di lavoro o in manicomi. Un esempio di quest’attitudine è il caso del dottor Jiang Yanyong, un chirurgo dell’Ospedale di Pechino che segnalò l’insabbiamento da parte del Governo Cinese della diffusione del virus SARS. Di conseguenza il medico rischiò la carriera, la reputazione e l’appartenenza al Partito Comunista finché il Governo finalmente ammise che la crisi della Sars era dieci volte peggio di quanto ammesso in precedenza.
Nel gennaio 2006 il Governo Cinese ha aperto un sito web che permette ai cittadini di segnalare online i funzionari corrotti: il sito (www.jubao.gov.cn) è gestito dalla Commissione Centrale per l’Ispezione della Disciplina e dal Ministro alla Supervisione e offre agli abitanti dei villaggi e a tutti i cittadini un modo per denunciare direttamente, scavalcando le autorità locali che sono spesso accusate di vendicarsi dei segnalanti e di rifiutare di agire in base alle denunce. Sebbene questo sembri un buon inizio, l’indipendenza dei questo sistema è ancora da verificare.

SINGAPORE
A Singapore non esistono leggi a protezione dei whistleblower: una proposta era stata portata in Parlamento ma il Parlamento decise di adottare una posizione di osservazione a causa della proliferazione di segnalazioni infondate di frode da parte di impiegati in paesi che avevano adottato leggi a protezione dei whistleblower.
Il Codice per la Corporate Governance del 2005 estende la sfera degli oneri dei Collegi Sindacali per assicurare che gli impiegati abbiano misure appropriate per portare le segnalazioni. Tuttavia, le compagnie quotate a Singapore hanno libertà d’iniziativa per adottare o meno le procedure per il whistleblowing. Ad ogni modo l’enfasi è sulle problematiche di confidenzialità del whistleblower e sulle possibili sanzioni disciplinari in caso di segnalazioni infondate e maliziose.

FILIPPINE
Le Filippine non garantiscono una protezione legale ai whistleblower, sebbene il Piano di Sviluppo di Medio Termine per il periodo 2004-2010 da parte del governo filippino lo auspichi. I whistleblower sono infatti frequentemente soggetti a maltrattamenti e intimidazioni.
Nell’agosto del 2006 il Difensore Civico Ma. Merceditas N. Gutierrez ha lanciato un testo introduttivo sul whistleblowing come parte del percorso continuo per coinvolgere il pubblico nella lotta alla corruzione da parte dell’Ufficio del Difensore Civico: “Aha! A Citizen’s Primer on Whistleblowing” è un opuscolo di 70 pagine contenente aspetti sostanziali e procedurali sul whistleblowing. In caso di maltrattamento o ritorsione, l’opuscolo consiglia ai whistleblower di cercare l’aiuto della polizia, del National Bureau of Investigation (NBI), dell’Ufficio del Procuratore Generale (PAO) o del Difensore Civico. Il whistleblower può anche chiedere l’aiuto di enti religiosi, di organizzazioni non governative o di chiunque altro possa offrire sicurezza o protezione.

SRI LANKA
La legge cingalese non prevede alcuna protezione per i whistleblower, con una conseguente riluttanza generale da parte dei cittadini, nel settore pubblico e privato, a segnalare episodi di corruzione.
Transparency International Sri Lanka lavora per promuovere la trasparenza e perché siano emanati una legge a protezione dei whistleblower e per la libertà di informazione. Ha anche istituito una helpline per segnalare episodi di corruzione.

INDIA
Sebbene diversi centri di interesse abbiano avanzato delle proposte, non esiste in India una legge sul whistleblowing.
Nel 2002 è stato avanzato il Public Interest Disclosure (Protection of Informers) Bill per incoraggiare la segnalazione di informazioni relative alla condotta dei funzionari pubblici (abuso della propria posizione o mal amministrazione).
Nel 2006 è stato avanzato il Whistle Blowers (Protection in Public Interest Disclosure) Bill per garantire ai whistleblower protezione da responsabilità civile o penale, da inchieste, maltrattamento e discriminazione.
Nel 2007 la Reserve Bank of India ha proposto una “Procedura per le Segnalazioni Protette per il Settore Privato e le Banche Straniere”, al fine di aumentare la responsabilità finanziaria e di rafforzare la fiducia dei cittadini nel settore pubblico.
Inoltre, il sito web http://whistleblowers.wordpress.com promuove l’emanazione di una legge sul whistleblowing.

GIAPPONE
Il Whistleblower Protection Act è stato emanato il 18 giugno 2004 per proteggere coloro che rivelano irregolarità aziendali e governative da trattamenti ingiusti come licenziamento, declassamento o tagli allo stipendio.
Il background della legge si lega alla tendenza globale delle violazioni evidenti degli standard legali e contabili (nel 2000 la Mitsubishi Motors ammette di non aver informato le autorità riguardo a 64.000 reclami dei clienti; nel 2002 la Snow Brand Food Co. ha rivelato di aver illegalmente etichettato carne importata come carne locale, etc.).
La legge è impostata sul modello britannico. Il paragrafo 2 definisce il whistleblowing come:
a) la segnalazione di informazioni rilevanti
b) effettuata da parte di un lavoratore
c) al datore di lavoro, a un’agenzia governativa, a un funzionario autorizzato o a ogni altra persona che può impedire il verificarsi o il peggiorare dell’irregolarità
d) per una finalità non illegale.
Sebbene sia considerata una legge chiave per prevenire la corruzione e le irregolarità, l’Atto è stato anche criticato in alcuni suoi aspetti:
a) la definizione di whistleblower è considerata troppo ristretta (non include per esempio i collaboratori e i clienti);
b) ci sono condizioni stringenti per il whistleblower prima che possa essere protetto, come la prova dell’irregolarità;
c) non ci sono sanzioni per le società e i dirigenti pubblici che non indagano come richiesto dall’Atto;
d) sono incluse nell’Atto solo condotte penali e poche altre (non l’evasione fiscale, i brogli elettorali e altri).


OCEANIA


AUSTRALIA
L’Australia è stato uno dei primi paesi ad adottare una legge sul whistleblowing nel settore pubblico.
L’Australia è una Federazione di sei Stati e due Territori – non esiste una legge federale, tuttavia ci sono leggi locali come il Whistleblowers Protection Act del 1993 nell’Australia Meridionale, il Whistleblowers Protection Act del 1994 nel Nuovo Galles del Sud, il Whistleblowers Protection Act del 2001 nello stato Victoria.
Sono state introdotte diverse proposte per una legge federale, dal Whistleblowers Protection Bill del 1991 al più recente, il Public Interest Disclosure Bill del 2007, che è volto a incoraggiare e facilitare la segnalazione di informazioni nell’interesse pubblico attraverso la protezione dei dipendenti pubblici che hanno fatto le segnalazioni.
Non esiste una legge sul whistleblowing nel settore privato ma, in seguito al collasso della HIH Insurance, alcune lobby, i regolatori e i politici spingono per l’estensione della legge al settore privato. Il Governo ha affermato che permetterà ai dipendenti aziendali di portare le segnalazioni all’Australian Securities and Investment Commission.
Esistono aspetti comuni a tutte le giurisdizioni sul whistleblowing:
a) il whistleblower deve avere un ragionevole convincimento riguardo all’irregolarità. Chiunque coscientemente o avventatamente segnala informazioni false o fuorvianti commette un reato;
b) è un reato ogni atto di ritorsione nei confronti di un whistleblower;
c) le segnalazioni anonime sono protette.

NUOVA ZELANDA
La Nuova Zelanda ha emanato il Public Disclosures Act nel 2000. L’Atto copre gli impiegati nelle organizzazioni sia pubbliche che private.
L’Atto richiama l’impostazione della legge inglese.